mercoledì 11 marzo 2015

L’uomo è predisposto a nutrirsi di sola frutta

Riporto il testo trovato nel sito innerclean.it sugli studi del dott. Alan Walker.



Studi preliminari sui denti fossili hanno condotto il Dott. Alan Walker, antropologo dell’Università John Hopkins a suggerire una ipotesi sensazionale: gli antenati umani, in origine, non erano prevalentemente mangiatori di carne e neppure di semi, germogli, foglie o erbe. Né erano onnivori. I loro denti invece sembrano mostrare le tipiche caratteristiche di chi si nutriva di una dieta a base di frutta.



Almeno fino all’arrivo dell’Homo erectus, la specie immediatamente precedente all’Homo sapiens, non c’è evidenza della dieta onnivora, che oggi è tipica degli esseri umani.
Se confermati, i risultati rovescerebbero parecchi presupposti comunemente ritenuti validi circa la dieta degli ominidi delle origini, ovvero le creature della specie umana. Si è ritenuto generalmente, per esempio, che i grandi molari, piatti in superficie, delle specie robuste di Australopiteco [uomo preistorico] e quelli appartenenti all’essere propriamente umano, chiamato Homo habilis, avessero in sé le caratteristiche degli onnivori, mangiatori di carne mescolata a radici, frutta secca a guscio, uova, germogli e frutta.
“Non voglio sbilanciarmi troppo ancora” – ha detto il Dott. Alan Walker, “Ma è senz’altro una sorpresa”.
Il campione dei denti studiato finora è piccolo – poco più di due dozzine dei principali quattro tipi rappresentativi degli ominidi – ed ulteriori analisi potrebbero confutare le ipotesi iniziali. Ma, sebbene il campione sia piccolo, nessuna eccezione è stata trovata.Nessuna eccezione trovata
Ogni dente esaminato appartenente agli ominidi del periodo da 12 milioni di anni fa fino all’Homo erectus (un milione di anni fa quando migrò dall’Africa), è sembrato appartenere ai mangiatori di frutta. Il dente di ogni Homo erectus era quello di un onnivoro. L’Homo erectus è stata la prima forma umana nota per essere emigrata al di fuori dell’Africa. I reperti [campioni] sono stati trovati in molte parti dell’Africa e dell’Asia
I risultati sono basati sull’analisi estremamente dettagliata dei microscopici tipi di usura riscontrati sulle superfici dei denti a causa della masticazione. Il metodo, inventato dal Dott. Walker, utilizza un microscopio elettronico a scansione che evidenzia i graffi e i buchi che sono invisibili ad occhio nudo.
Il Dott. Walker ha trovato che generi differenti di alimento contengono minerali che guastano la superficie dello smalto dei denti con diverse modalità. È possibile anche distinguere fra un mangiatore di erba e un mangiatore di foglia perché ogni alimento contiene tipi e quantità diverse dei caratteristici cristalli della silice, che si formano naturalmente all’interno delle cellule vegetali. Questi cristalli, chiamati phytoliths, sono più duri dello smalto dentario e lo graffiano leggermente mentre l’animale mastica questo alimento.
Le erbe contengono una proporzione elevata di phytoliths tipica delle foglie dei cespugli e degli alberi. La frutta non ne contiene nessuno. Di conseguenza, i denti dei mangiatori di frutta sono molto lucidi, senza cioè quei tipici segni di usura caratteristici [provocati] da altre fonti di alimento. La carne non contiene phytoliths ma i denti dei carnivori mostrano le graffiature causate sgranocchiando ossa.


Regolarità del tipo di usura dentale
Utilizzando i denti di vari mammiferi viventi di cui si conosce l’alimentazione, il Dott. Walker ha stabilito che il tipo di micro-usura dei denti doveva essere abbastanza regolare da una specie all’altra. Ciò è in gran parte dovuto al fatto che lo smalto dei denti è della stessa sostanza in tutto il regno animale.
Per provare il suo metodo, il Dott. Walker ha confrontato i tipi di micro-usura [dentale] su determinate specie di animali di cui si conoscono differenti abitudini di alimentazione. Per esempio, di due tipi di hyracoidea (un tipico esemplare di coniglio della famiglia dei mammiferi roditori), uno si alimenta principalmente di erba mentre l’altro è un esploratore, che si nutre delle foglie dei cespugli e degli alberi. I loro denti possono essere identificati facilmente utilizzando un microscopio elettronico a scansione.
Il Dr. Walker ha riscontrato modelli simili in vari tipi di maiale selvatico, come il facocero e una tipologia di scimmie. È mettendo a confronto questi modelli che i denti degli ominidi vengono esaminati.
Per esaminare i denti al microscopio il Dott Walker deve montare le corone dei denti su tronconi di metallo all’interno della camera a vuoto del microscopio, successivamente la corona verrà ricoperta con una lega d’oro palladio che riflette il fascio elettronico. È il fascio di elettroni riflesso che il microscopio individua elettronicamente e manipola per ingrandire l’immagine che viene poi proiettata su uno schermo televisivo. I denti degli ominidi non hanno prezzo. I reperti non vengono distribuiti a nessuno, neanche ad Alan Walker, che è un collega vicino a molti dei principali cercatori dei fossili di ominidi. Di conseguenza, il Dott. Walker ha messo a punto un metodo che riproduce i denti fondendoli con l’epossido. Il metodo non altera il fossile e capta al microscopio tutti i dettagli necessari all’analisi.
Se è vero che gli ominidi dei primordi erano principalmente tutti mangiatori di frutta, questo fatto suggerirebbe uno stile di vita simile a quello degli scimpanzé che vivono nelle foreste, come la maggior parte degli antropologi aveva intuito.
Tuttavia il Dott. Walker osserva che una dieta a base di frutta non deve identificarsi con quello che gli Americani intendono in senso stretto – arance, prugne, mele, banane ed altri prodotti estremamente dolci e molli.
Centinaia di piante producono frutti più duri e più sostanziosi. Il baccello dell’albero dell’acacia è solo un esempio e oggi è abbastanza comune in Africa. Si sviluppa nelle regioni leggermente boscose vicino ai pascoli considerati solitamente come la casa degli ominidi delle origini.



 L’uomo è predisposto a nutrirsi di sola frutta
Vero è però che il genere umano ad un certo punto della storia, acquisì abitudini onnivore. Ma un milione di anni di carne (che non era un alimento quotidiano) contro milioni di anni di frutta non ha cambiato la struttura anatomica e fisiologica del corpo. Egiziani e persiani vivevano esclusivamente di frutta e vegetali. Gli spartani erano mangiatori di frutta. Gli antichi greci basavano la loro alimentazione su frutta e verdura. Nonostante questo l’uomo moderno pensa alla frutta come un alimento privo di valore e di contenuto. Lo si considera come dessert, come una decorazione, fino ad averne paura. Le ciliege? Causano mal di pancia. L’anguria? Fermenta e ti riempie d’acqua. A parte gli occhi che guardano avanti e non ai lati, le mani prensili e delicate, non aggressive, il pollice della mano opponibile e concepito per raccogliere e trattenere nocciole e pomi, a parte la dentatura adatta a masticare vegetali, semi e frutta, a parte la conformazione intestinale oblunga (12 volte la lunghezza del tronco), e tantissime altre indicazioni a conferma del suo vegetarianismo, tre caratteristiche ancor più fondamentali e significative sono:

A) quella del sangue e della saliva umana, che sono alcaline e non acide (come nei carnivori-onnivori),

B) quella della totale assenza nell’uomo dell’enzima uricasi, che serve a disintegrare e disattivare il micidiale acido urico delle carni, mentre detto enzima è abbondante negli animali carnivori-onnivori,

C) quella della scarsa presenza di acido cloridrico nello stomaco umano, e quindi difficoltà di disgregare le proteine animali, mentre tale presenza acida nei carnivori-onnivori è 10 volte più intensa.






lunedì 2 marzo 2015

Referente Assente

Suggerisco la lettura del seguente testo "La costruzione sociale dei corpi commestibili e degli umani come predatori" da cui qui sotto un'estrazione.
Asefrid




.... L’ontologia riassume l’ideologia. In altri termini, l’ideologia crea ciò che appare come ontologico: se le donne sono ontologizzate come oggetti sessuali (o stuprabili, come sostengono alcune femministe), gli animali sono ontologizzati come fonti di carne. Ontologizzando donne e animali come oggetti, il nostro linguaggio elimina contemporaneamente il fatto che qualcun altro agisca come soggetto / agente / esecutore di violenza.

Sarah Lucia Hoagland dimostra come funziona tale meccanismo: «John ha picchiato Mary» diventa «Mary è stata picchiata da John», poi «Mary è stata picchiata», infine «donne picchiate», e quindi «donne maltrattate». Hoagland fa notare che «ora qualcosa che gli uomini fanno alle donne è diventato al contrario qualcosa che è parte della natura delle donne. E perdiamo completamente di vista John».

La nozione del corpo animale come commestibile si presenta in modo analogo e rimuove l’azione degli umani che comprano animali morti per consumarli: «Qualcuno uccide gli animali in modo che io possa mangiarne i corpi sotto forma di carne» diventa «gli animali vengono uccisi per essere mangiati come carne», poi «gli animali sono carne», infine «animali da carne», e quindi «carne». Qualcosa che facciamo agli animali è diventato al contrario qualcosa che è parte della natura degli animali, e perdiamo completamente di vista il nostro ruolo.




martedì 10 febbraio 2015

Latte materno

Riporto il testo tratto da My personal Trainer - Latte Materno dove si evidenzia.
- la notevole differenza proteica del latte vaccino con il latte materno;
- la necessità di modificare, trattare, integrare, diluire il latte vaccino per poterlo somministrare al neonato;
- lo sforzo metabolico del neonato e le possibili allergie, infezioni, rigurgiti, ecc.
- intollerenze dovute al passaggio del latte vaccino bevuto dalla madre, al bambino nutrito con latte materno.

Interessante la frase "Le modificazioni del latte vaccino sono valide se fatte a livello industriale"
Sottolineo che questo sito NON E' un sito pro vegan. Lo riporto proprio perchè non è sito di "parte vegan" ma che cita proprio ciò che noi sosteniamo.

Vi consiglio di visitare Infolatte (ad ogni Mammifero il proprio Latte, ed a questa regola deve adeguarsi anche l'Uomo) per avere un quadro "consapevole" delle vostre abitudini alimentari.

Meditate.

Asefrid



Le Proprietà ineguagliabili del latte materno


La quota calorica è praticamente uguale tra i due, come pure quella lipidica. Ciò che distingue i due tipi di latte è il tipo di acido grasso contenuto: mentre nel latte di donna c'è una prevalenza di acidi grassi insaturi (55%), in quello vaccino tale quota è solo del 25%. La differenza più eclatante è comunque quella del contenuto proteico: 1,2 g del latte umano contro 3,3 g del latte vaccino. Si tratta praticamente di un rapporto 3 a 1. Quindi, dovendo usare il latte vaccino per alimentare un neonato, esso va assolutamente diluito, perché le proteine sono troppo elevate nel latte vaccino, e precipitano a livello dello stomaco in grossi fiocchi (flocculazione massiva), creando una specie di massa nodulare che verrà rigurgitata dal neonato. La componente proteica maggiormente coinvolta in questo fenomeno è la caseina, che è presente nel latte vaccino con una quota di 2,9 g, contro lo 0,48 g del latte umano. Tuttavia, diluendo il latte vaccino per ridurre la quota proteica, si riduce anche la quota lipidica; di conseguenza, la percentuale di acidi grassi insaturi raggiunge un livello insignificante dal punto di vista nutrizionale. Ecco che allora il latte vaccino andrà addizionato di questo nutriente.
La quota di glucidi, nel latte vaccino, è inferiore; per portarla ad un valore simile a quello del latte umano, basta aggiungere degli zuccheri, per esempio il saccarosio. Esso, pur non essendo lo stesso zucchero che caratterizza quello del latte umano, ovvero il lattosio, consente comunque di ristabilire la quota glucidica e calorica.
Il latte di donna è un alimento completo ed ottimale per il lattante e non richiede alcuna integrazione. Vi fa eccezione la somministrazione di vitamina D, poiché appare poco probabile che nei primi mesi di vita il fabbisogno (notoriamente non coperto della vitamina D contenuta nel latte) possa essere compensato dall'esposizione al sole del lattante (l'esposizione solare stimola la produzione di questa vitamina nell'uomo). La dose consigliata è di 400 UI al giorno per tutto il primo anno, a partire dal primo mese.
Le modificazioni del latte vaccino sono valide se fatte a livello industriale: in questo caso, viene separata la quota proteica, vengono inseriti lattosio, acidi grassi insaturi vegetali e ridotti i saturi. Con tutte queste modifiche si ottiene il cosiddetto latte formulato o latte per lattanti o, più comunemente, latte artificiale.
Nonostante il prodotto artificiale abbia il grande merito di ovviare alle richieste nutrizionali del neonato, esso crea sicuramente uno sforzo metabolico: pertanto, qualsiasi condizione di equilibrio precario del bambino, come una malattia per esempio, può scatenare fenomeni di tipo infettivo (enterite) anche se, fortunatamente, questi sono molto più rari che in passato.
Un'altra differenza tra latte materno ed artificiale riguarda la b-lattoglobulina che, nell'ambito delle proteine, è la più allergizzante: ne consegue una notevole incidenza di allergie al latte che, invece, raramente compaiono nei lattanti al seno. Qualora queste dovessero verificarsi nei bambini allattati al seno, anche se in casi estremamente rari, non si tratta di allergie al latte materno, bensì di allergie a proteine veicolate dal latte materno stesso. Per esempio, se la donna consuma latte vaccino, nel latte da lei prodotto si possono ritrovare alcune proteine vaccine ancora praticamente intatte; questa è la spiegazione di come esistano dei casi in cui l'intolleranza al latte vaccino si manifesti anche un bambino allattato al seno. La terapia consiste nel modificare la dieta della donna; fatto ciò, il bambino può riprendere senza alcun problema l'allattamento al seno.




lunedì 26 gennaio 2015

Società Italiana Unitaria Colonproctologia


Riporto il sito della SIUCP e il testo della pagina dove si evidenza il rischio di tumori con i grassi animali.
Asefrid






....Sembra che i fattori ambientali, e in particolare quelli dietetici, siano responsabili della gran parte dei tumori del colon-retto. Gli studi epidemiologici delle abitutidini alimentari e delle migrazioni delle popolazioni hanno evidenziato che la dieta ricca di grassi animali e di carne e povera di fibre aumenta il rischio per questi tumori. Infatti la dieta ad alto contenuto di proteine e di grassi di origine animale si associa con un elevato contenuto di acidi biliari e metaboliti del colesterolo nelle feci dei pazienti portatori di neoplasie del colon-retto.
Oltre le elevate concentrazioni di acidi grassi si ricordano anche la carenza di calcio e il pH alcalino delle feci; d'altra parte è dimostrato l'effetto protettivo della dieta ricca di verdure, di frutta e di cereali....




domenica 7 dicembre 2014

Ipercarotenosi

In questi giorni mi son trovata la pelle delle mani giallastra. Sono andata a cercare su internet e leggendo questo articolo su My Personal Trainer ho capito il perchè : in questi giorni ho "abusato" di caroteonidi con le mie ricette alla zucca!
Asefrid


Se la pelle si presenta di colore giallo può trattarsi di ipercarotenosi, condizione dovuta all’accumulo di caretonoidi, pigmenti contenuti in carote, broccoli, spinaci, mango, papaia, patata dolce, zucca, ecc. per cui un consumo elevato di questi alimenti o di integratori di pro-vitamina A può associarsi a pelle gialla. Questa colorazione interessa principalmente il palmo delle mani e la pianta dei piedi, a volte anche il viso.





sabato 6 dicembre 2014

Guarigione attraverso l'alimentazione



CONFERENZA DEL DOTT. COCCA GIUSEPPE

Ho trovato interessante questa conferenza vista su You Tube e vi riporto un testo riassuntivo.
Qui trovate anche il Curriculum Dott. Giuseppe Cocca
Asefrid




E’ il nostro sistema che utilizza il cibo. Non è sufficiente che un cibo contenga delle sostanze. Dipende dal nostro metabolismo. Il digiuno è uno strumento. Digiuno è un intervallo allungato.
Quello che mettiamo dentro il nostro organismo non fa parte di noi. Fa parte di noi ciò che assimiliamo.
Quello che non serve passa attraverso fegato, reni, polmoni.
Possiamo dire che le tossine sono scarti metabolici. Lo erano nell’800. Oggi con l’inquinamento le tossine sono spesso già contenute nel cibo.
L’ameba è un organismo unicellulare, mangia, butta fuori lo scarto e si allontana. Le nostre cellule non possono allontanarsi, è il sangue che si occupa di allontanare le scorie (veleno).

Energia per :
-         mantenere la vita (circolazione, temperatura, ecc.)
-         attività fisica, vita di relazione
-         pulire il sistema
Ogni volta che mangiamo le energie vanno in automatico all’apparato digerente. Se dopo aver mangiato sono tranquillo le mie energie vanno alla digestione e poi a pulire il sistema. Ma la priorità va alla vita di relazione. Se ho bisogno di muovermi dopo aver mangiato, l’energia si sposta dall’apparato digerente alle membra.
Per una buona digestione e per pulire il sistema devo riposare di più.
Pre-occupazione : occuparsi in anticipo di una cosa che può anche non accadere mai.
Le pre-occupazioni fanno parte della vita di relazione. Le preoccupazioni agiscono come un pericolo.
Si mangia per spostare le energie dalla mente allo stomaco. Ma non basta una mela. Mi impegnerebbe troppo poco. Ho bisogno di qualcosa di forte e pesante, quindi non scelgo la mela ma magari la torta di mele.

Per una buona digestione ho bisogno di due cose:
-         movimento
-         atteggiamento mentale positivo mentre mangio
L’attività fisica fa bene alla digestione. Più utilizzo i muscoli, più rinforzo l’apparato digerente.
E mangio con un dubbio, mi pre-occupo e la mia digestione sarà cattiva.
Se godo di quello che mangio, la digestione va meglio. Se sei convinto che ti manca un nutrimento, quel nutrimento ti verrà a mancare per davvero.
Non esistono i carnivori. I leoni sono mangiatori di interiora, poi se hanno ancora fame mangiano la carne e le ossa.
Leoni e antilopi si bilanciano e fanno parte di un equilibrio.
Erbivori anche termine sbagliato, mangiano erbe e foglie ma se capita di mangiare una cavalletta, se la mangiano.
Onnivori : sentono il gusto dolce salato
Frugivori : scimmie
Ogni creatura è obbligata alla scelta alimentare dalla sua costituzione fisica esterna. Apparato digerente è una conseguenza della costituzione esterna.
La mucca potrebbe catturare e mangiare topi?
Il leone potrebbe strappare e mangiare erba?
La mucca non mangia tutte le erbe e il leone non mangia tutti gli animali. In natura gli animali vanno dietro il gusto e l’istinto.

Attenzione che noi nutriamo le nostre cellule. E come fanno le nostre cellulare a dirci cosa mangiare? E mangiamo cibi pronti in natura c’è lo “stop istintivo”. Addentiamo un pomodoro e ci piace. Al secondo pomodoro già siamo un po’ stufi, sono le nostre cellulare che ci dicono “ok non abbiamo più bisogno di pomodoro”. Ma se ora ci aggiungo un po’ d’olio, sale e basilico, ecco che manipolo il cibo e riprendo a mangiare. Non sto più ascoltando i bisogni alimentari ma quelli del mio condizionamento.
Pratica del “finire quel che c’è in piatto”. Pratica che è prevista dall’educazione culturale ma è sbagliata poiché perdiamo il senso della sazietà. Non ascoltiamo il nostro blocco istintivo e siamo costretti a mangiare più di quello che ci serve. Il nostro istinto lo perdiamo durante lo svezzamento.

Condizionamenti
Condizionamento istintivo : mangio la mela
Condizionamento emotivo : vedo la cioccolata e ho voglia di cioccolata.
Condizionamento logico : la cioccolata mi ingrassa. Il giudizio modifica il mio comportamento, poi dipende quale di questi condizionamenti vince.

Non tutti gli intossicati manifestano la loro malattia.
Ci sono forti intossicati che nascondono bene le loro “immondizie” e altri poco intossicati che evidenziano il loro malessere.
“Mi fai arrabbiare” : la mia rabbia è già presente in me.

La salute:
-         alimentazione vegetale
-         movimento fisico
-         gestione della mia pre-occupazione

Non mangiate più carne : su 100 persone quanti mi ascoltano? Forse due.
Dimezzate la carne : su 100 persone, anche 80 potrebbero ascoltarmi : ho creato 40 vegetariani.
Accettare quello che offre la vita è la migliore predisposizione al dialogo.
Se non accetto, non posso agire e intervenire.
Se accetto e prendo atto, posso dialogare e mi metto a disposizione per fare qualcosa.

Il digiuno è uno strumento. Il suo scopo è la disintossicazione.

L’aria è inquinata, non posso scegliere l’aria che respiro, né spesso il luogo dove mi trovo, ma posso scegliere il cibo che mangio.

Per guarire ho bisogno di
-         una giusta strategia
-         atteggiamento mentale
Se ho fiducia nella terapia e nella guarigione, posso guarire.
Condizione necessaria ma non sufficiente.

Per moderare l’appetito posso mangiare insalata e cibi crudi prima del mio solito pasto. Mangerò molto meno.

Bagni freddi portano energia in quella zona, acqua fredda è tanto fredda quanto riesco a tollerare.

Cibi cotti
Mangiamo cibo cotto per renderlo più appetibile. Più manipolo il cibo e più il mio stop istintivo salta. Solo con il crudismo scatta lo stop istintivo.
Mangiando cotto mangiamo di più del necessario e godiamo di più del piacere della tavola. È uno strumento ma non è corretto. Mangio di più, impegno di più l’apparato digerente e ho meno energia per pensare e muovermi. Meglio tornare al crudismo nei modi che uno sceglie.
Il concetto di bontà è una nostra interazione con il cibo.

Mangio “solo” frutta è un atteggiamento negativo. “Solo” è come dire poco.
Mangio “esclusivamente” frutta è un altro atteggiamento.




lunedì 20 ottobre 2014

Perchè i legumi producono gas?

Ecco il perchè dei gas. Trovato su http://it.wikipedia.org/wiki/Fabaceae.
Asefrid


Nei legumi sono presenti tre oligosaccaridi: raffinosio, stachiosio e verbascosio (in quantità massime nei legumi secchi, minime in fagioli e piselli freschi), che non vengono digeriti dagli enzimi del tratto gastrointestinale e fermentano nella flora batterica del colon, con una produzione di gas da 3 a 6 volte maggiore degli altri nutrienti.